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Le tendenze social da monitorare nel 2018 per le tue campagne digital

Le tendenze social da monitorare nel 2018 per le tue campagne digital

La fine dell’anno è il momento in cui valutiamo i risultati delle campagne digital portate avanti negli ultimi 12 mesi e pianifichiamo la strategia marketing per il 2018. Per aiutarvi a capire su quali aspetti puntare e su quali campagne digital allocare il vostro budget, abbiamo chiesto ad alcuni esperti del settore di indicarci quali saranno secondo loro i trend da monitorare nel 2018.

Gli esperti a cui ci siamo rivolti sono specializzati in diverse aree del digital marketing, e questa eterogeneità è stata fondamentale per capire come si stanno evolvendo i principali trend da valutare per sviluppare efficaci campagne digital. Quanto impatta e quanto impatterà il nuovo algoritmo di Facebook sulla reach organica? Come cambierà l’esperienza del cliente con l’utilizzo sempre più personalizzato dei chatbot? E ancora, influencer marketing, advocay marketing, machine learning e altre tendenze…Prendetevi una pausa caffè e leggete le novità digital che ci aspettano per il nuovo anno!

Tendenza #1 – Il consumo di contenuti video continuerà ad aumentare

Oramai non vi è alcun dubbio sul fatto che i contenuti video la fanno da padrone non solo sui social ma su tutto l’ecosistema online, e non vi è alcun dubbio che stia cambiando anche il modo di fruire di questa tipologia di contenuti.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? Creazione dei contenuti, investimenti in adv, community management.

Secondo dati Google, 6 persone su 10 preferiscono guardare video online piuttosto che in televisione. Netflix ha superato da mesi la quota di 100 milioni di utenti nel mondo, mentre Facebook, Amazon, Twitter e non solo corrono per l’acquisto dei diritti di trasmissione in streaming di eventi sportivi.

I video sono l’elemento che genera maggiore engagement online ma anche su cui consumiamo gran parte del tempo che trascorriamo con in mano i nostri device. Non solo c’è da attendersi una crescita di investimenti in tal senso da parte dei brand, ma un cambiamento delle abitudini degli utenti, che già da tempo si sono spostate verso un crescente consumo di video contenuti. Il tutto senza tenere conto di quanto prodotto è diffuso dagli utenti stessi con i loro live che arricchiscono la narrazione del presente.

Lo sport in particolare fungerà da traino portando il broadcasting dentro le piattaforme finora deputate all’on demand o i social media, luogo naturale di sviluppo delle conversazioni intorno agli eventi stessi. Se dovessi scommettere su due campioni? Facebook e Amazon. Netflix invece resterà (ancora) a guardare.

Tendenza #2 - I contenuti saranno sempre più effimeri

I cosiddetti contenuti evergreen lasciano sempre più spazio a contenuti effimeri, grazie a piattaforme quali Snapchat o Instagram che puntano sempre di più su video e stories visualizzabili solamente per 24 ore.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? Creazione dei contenuti, community management

Secondo il Social Media Marketing Industry Report del 2017 le piattaforme social media che i marketer utilizzeranno di più sono Facebook per il 62%, Linkedin 16%, Twitter 9%, Instagram per il 7%, Youtube 4% e 2% Pinterest. Non ci sono delle differenze sostanziali tra il mercato del Business to Consumer e Business to Business, dove sarà sempre Facebook a prevalere come piattaforma.

Per quanto riguarda la frequenza di pubblicazione, dallo studio è emerso, che il 62% dei marketer aumenteranno la frequenza sui social nei prossimi 12 mesi. Questo vale soprattutto per Instagram grazie al successo ottenuto con le stories. I contenuti effimeri di Instagram, con una durata di 24 ore tengono incollati gli utenti, quasi da far perdere importanza al Feed di Instagram. Tanto è vero dalla loro integrazione gli utenti spendono maggior tempo all’interno della piattaforma, sono passati da 25 minuti a 32 minuti. Le Instagram stories hanno più di 300 milioni di utenti attivi. Infatti tra le future release di IG c’è lo studio del design per dare una maggiore importanza a questo tipo di contenuti. I contenuti effimeri saranno un nuovo format di content marketing sui social.

Tendenza #3 – L’Organic Reach è ufficialmente morta?

I giorni dell’esposizione gratuita sui social network sembrano essere giunti al termine. Ogni giorno i brand postano milioni di contenuti su Twitter, Facebook e Instagram ma i social network, per arrivare a distinguere le tipologie di contenuto e per offrire un servizio più trasparente per gli utenti, vogliono introdurre un’ulteriore barriera per i contenuti sponsorizzati.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? Investimenti in Ads, definizione della propria target audience,

Credo che l'anno che verrà metterà le aziende di fronte ad una verità ormai ineluttabile: per dare un senso alla produzione costante di contenuti sarà necessario investire periodicamente - non a spot - in modo da raggiungere una parte consistente della propria audience. Viceversa, che senso ha investire per creare post che poi vedono in pochissimi? Aziende piccole e grandi dovranno fare i conti con una visibilità organica sempre minore e quindi con la necessità di abbandonare definitivamente l'idea di Facebook come eldorado della visibilità gratuita. Diventerà quindi ancora più importante il tema del monitoraggio dei risultati, in modo da poter vedere gli effettivi ritorni. La domanda è: quanti brand hanno la forma mentis, le competenze e gli strumenti per riuscire a rendere il Facebook Adv un investimento e non l'ennesima voce di spesa?

A partire dal 2012 abbiamo assistito a un calo della ricerca organica, in pratica si raggiungono sempre meno follower per una stessa pagina in modalità non sponsorizzata; i risultati delle analisi hanno evidenziato come più la pagina abbia un’ampia community più ridotto sia il raggiungimento di essa.

Facebook attraverso il suo algoritmo sta cercando di dare la precedenza ai contenuti delle aziende che investono in esso. In pratica succede che nel News Feed di ognuno di noi appare chiaro come esistono contenuti derivanti dai gruppi, dai nostri contatti e dalle pagine, soprattutto per questo esiste una sorta di differenziazione tra le aziende che investono in Facebook e quelle che risparmiano budget e sponsorizzazioni. Con il nuovo Feed Esplora, introdotto da poche settimane, Facebook sta tentando di spostare i contenuti che potrebbero potenzialmente interessare gli utenti su un Feed esterno al News Feed appunto il Feed Esplora.

Facebook è uno strumento della comunicazione digitale, gratuito per le persone ma a pagamento per le aziende che intendono perseguire i loro obiettivi business, proprio come un passaggio in radio o in tv, anche la possibilità di raggiungere un target specifico per i propri obiettivi aziendali ha bisogno di investimenti pubblicitari.

Credo che sia venuto il momento di smettere di lamentarsi del calo della reach organica (parlo di Facebook ma non solo) per iniziare invece a prendere in considerazione i vantaggi del posizionamento a pagamento dei contenuti: è impagabile la possibilità di sfruttare meglio la targetizzazione e l’immensa mole di dati che Facebook ci consente di sfruttare, di integrare i dati delle piattaforme con dati di prima parte e CRM in modo da far vedere il contenuto giusto alla persona giusta, di utilizzare la sponsorizzazione dei contenuti in logica geografica o di momento preciso della giornata. Insomma, potremo smettere di «sparare nel mucchio». Costa, ma ne vale la pena. La media della reach organica inoltre è una media stupida, che non ha importanza visto che la varianza tenderà ad aumentare: rimarrà invariata (anzi, potrebbe anche aumentare!) per chi apporta valore a Facebook (cioè creano contenuti che aumentano il suo tempo totale di uso, ad opera di produttori «organizzati in logica media» come video farm alla Buzzfeed o ATTN, mentre diminuirà drasticamente per chi sottrae valore (inserendo contenuti di vendita o prettamente pubblicitari, che gli utenti «subiscono»). L’importante è riuscire a capire dove ci si posiziona (siamo apportatori o sottrattori?) e calcolare costi e vantaggi delle due posizioni: pagare per portare fuori dalle piattaforme e verso il nostro sito gli utenti che ci interessano è perfettamente in linea con un sano digital marketing che calcoli KPI, costi e ricavi in modo oggettivo e senza inutili recriminazioni sui «bei tempi passati».

Tendenza #4 - Influencer Marketing: comunicazioni sempre più trasparenti

Non è sicuramente un trend nuovo ma è forse quello che più si è consolidato nel 2017 e che più si consoliderà nel 2018, diventando un elemento imprescindibile della strategia marketing di tutte le tipologie di brand.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? Digital PR, community management, investimenti in paid ads, creazione dei contenuti

L’influencer marketing credo che anche nel 2018 continuerà la crescita realizzata in questi ultimi anni, restando strumento fondamentale per la comunicazione dei brand. La finalità è quella di diminuire la distanza tra brand e utenti utilizzando la credibilità e l’autorevolezza di personaggi diventati riferimento. Guardando al 2018 credo che uno dei temi principali sarà l’adattamento alla nuova regolamentazione promossa da AGCM che prevede di palesare la collaborazione (utilizzando l’hashtag #adv o #sponsored). Assisteremo, finalmente, sempre più a comunicazione trasparenti. Non nascono a caso le nuove funzionalità di Facebook e Instagram per citare nei post i brand con cui si collabora.Questo spingerà sempre di più le aziende a dar vita a progetti realmente di qualità, non accontentandosi di utilizzare gli influencer come “vetrine”.

Affinità, credibilità e reputazione saranno fondamentali e qui possono venirci in aiuto due particolari categorie di influencer: i micro-influencer e i dipendenti. Figure che vedremo spesso protagoniste di progetti importanti.Largo spazio ai contenuti “effimeri” come el Stories, tipologie di contenuto sempre più rilevanti (secondo Adweek, al primo posto tra i trend in crescita nel 2018).

Tendenza #5 Un'esperienza social sempre più personalizzata grazie ai Chatbots

L’interazione con i brand sarà sempre più immediata e colloquiale, permettendo agli utenti di accedere alle informazioni da un unico strumento e ricevere un’assistenza sempre più veloce e personalizzata.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? UX experience

I Chatbot saranno uno dei trend più interessanti del 2018. Nei prossimi mesi assisteremo ad un numero crescente di test e possiamo aspettarci che, entro 3 anni, i chatbot avranno cambiato profondamente la nostra esperienza all’interno dei social. L’utilità dei chatbot sarà nella loro capacità di dare risposte personalizzate ed immediate alle diverse esigenze che gli utenti possano avere. Il tutto avrà un impatto anche a livello di organizzazione dei team di customer care anche se, ad oggi, l’esperienza che consiglio rimane quella ibrida: supporto iniziale da parte di un chatbot e possibilità di avere ulteriore assistenza grazie all’intervento umano. In un’importante azienda di moda ho visto un chatbot permettere di far navigare i propri prodotti in maniera automatica consentedo in qualunque momento di entrare in contatto con un personal shopper. Gli errori principali che vedo sono di analisi dei possibili scenari. Ad esempio i giorni scorsi ho fatto un test con il chatbot di un importante calciatore e sono riuscito a creare un “autografo personalizzato” facendogli scrivere una frase in cui faceva il tifo per la sua squadra rivale.

Tendenza #6 Verso la costruzione di un network consolidato di advocate

L’ advocacy Marketing rappresenterà un’importante evoluzione nel panorama dell’influencer marketing e si focalizzerà sul crescente coinvolgimento di dipendenti, partner e clienti in attività che rafforzano l’immagine positiva del brand.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? Digital PR, community management, creazione dei contenuti

Da sempre le aziende, così come i partiti politici, hanno i loro seguaci, ma, mentre i secondi sono sempre andati a reclutarli sul territorio invitandoli a fare la propria parte, solamente tramite i social media le prime hanno compreso che coloro che venivano visti come semplici clienti possono essere nello stesso tempo così appassionati, così fan(atici), da poter essere utilizzati a proprio vantaggio per la diffusione di un’immagine migliore, più naturale.

Così, nel 2018, i digital PR non tenderanno ad utilizzare nelle proprie campagna solo gli influencer, ma anche gli advocate. Nell’advocacy marketing è importante tenere a mente che nella costituzione di un network consolidato di utenti-clienti vanno considerati solamente stakeholder già attivi, e che devono essere reclutati e sensibilizzati con modalità e attenzioni differenti dal modo in cui si gestiscono gli influencer.

Tendenza #7 Il podcasting si diffonderà sempre di più in Italia

Il media che negli Stati Uniti fa già parte del quotidiano della maggior parte degli americani, anche in Italia comincia a prendere piede. Ma come si svilupperà il prossimo anno?

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? investimenti in paid ads

La gara per contendersi l’attenzione degli utenti del web si è fatta serrata anche in Italia e gli utenti hanno spesso la sensazione di essere accerchiati dai contenuti interessanti. Tutte cose a valore aggiunto che li raggiungono però in quantità così abbondante da non sapere come gestirli. A chi non è mai capitato di salvare decine di link da riprendere in momenti liberi che però non arrivano mai? Così anche gli italiani inizieranno a scoprire il podcasting. Un media che in America guadagna fan a spron battuto e che in Italia cresce, magari non a tassi vertiginosi, ma in maniera solida.

I podcast, nati nel 2004 non sono altro che la possibilità di ascoltare on demand degli mp3 (più raramente dei video). In un certo senso si può dire che i podcast stanno alla radio come Netflix sta alla televisione. Nel 2018 vedremo sicuramente un aumento del pubblico, un incremento dell’advertising e verso metà anno probabilmente l’interesse del pubblico generalista. Già oggi possiamo assistere alla pubblicazione delle primi podcast in serie in lingua italiana meno legate all’formazione e più all’intrattenimento. Ci manca solo un “catalizzatore” che scateni l’effetto domino, un po’ come lo è stato Serial in USA, che ha avuto la capacità di rendere di massa la fruizione di questi contenuti.

Tendenza #8 La Realtà Aumentata renderà l’esperienza del consumatore più divertente

L’elemento che fa davvero la differenza nella creazione di un’esperienza unica per i consumatori è la capacità di emozionare, divertire e coinvolgere l’utente. Ecco perchè le strategie di social media marketing dovrenno fare sempre più leva sulla Realtà Aumentata.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? UX experience, community management, E-commerce

La Realtà Aumentata o Augmented Reality permette di visualizzare e sovrapporre elementi multimediali nel mondo reale, in uno spazio fisico o su un volto come accade coi filtri di Snapchat che sono stati introdotti anche su Instagram. In brevissimo tempo la Realtà Aumentata sarà sempre più utilizzata dalle persone nella vita quotidiana, quindi prima sarà inserita nelle attività di marketing dei brand e più si potrà essere tra gli innovatori di quello che diventerà un vero trend.

L’uso della Realtà Aumentata integrata nelle strategie dei social media è destinata ad espandersi enormemente. È una strategia creativa ed interattiva in grado di aumentare il coinvolgimento degli utenti, emozionando e divertendo, e rendendo così il brand memorabile. Può migliorare l’esperienza d’acquisto, offrire contenuti extra su prodotti e brand. Inoltre in un’ottica di marketing territoriale potrebbe anche offrire le migliori offerte nella zona riguardo ristoranti o acquisti, ed inquadrando i manifesti pubblicitari in strada, potrebbe permettere di visualizzare link ai social e coupon di sconti. I brand potrebbero anche utilizzare effetti di Realtà Aumentata nelle Stories di Instraram e Snapchat per presentare nuovi prodotti o in concomitanza delle festività creare auguri in Augmented Reality.

Tendenza #9 Machine Learning e Intelligenza Artificiale al servizio del crisis management e dell’Influencer Marketing

Negli ultimi anni il concetto di machine learning e Intelligenza Artificiale sono entrati a far parte del nostro vocabolario in diversi ambiti del business. Nel 2018 verrà applicato ad ulteriori ambiti del marketing e della comunicazione.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? Creazione dei contenuti, UX experience

Negli ultimi 2 anni i recenti sviluppi compiuti dall’Intelligenza Artificiale vedono i suoi primi risultati e applicazioni che investono molti processi aziendali, inclusi il marketing, le vendite e il servizio clienti al punto che AI (Artificial intelligence) è diventata una buzzword nel 2017.

Secondo le previsioni degli esperti tale trend diventerà ancora più forte nel 2018, dato che diverse aziende stanno implementando una serie di servizi basati sul cognitive computing che permetteranno di analizzare e ottimizzare alcuni ambiti del marketing e della comunicazione. Per esempio saremo in grado di adottare un approccio data-driven, guidato cioè dai dati, per misurare il brand storytelling sui canali digitali, social in particolare, di un’azienda o di un individuo (es. Social influencer).

Le parole chiave da monitorare che esprimono alcuni trend basati sull’applicazione dell’intelligenza artificiale alle tecniche e pratiche di marketing sono il data driven storytelling o brand narrative, archetypal branding, Brand influencer matching.

Le attività di social listening permettono alle aziende di raccogliere quotidianamente dati dal Web e dai Social per conoscere più nel dettaglio le preferenze e le abitudini di consumo di clienti e prospect, e per capire come soddisfare i bisogni dei consumatori. In un contesto nel quale gli utenti sono travolti dalle informazioni, la chiave per arrivare al cuore dei consumatori è la personalizzazione.

Partendo dall’analisi dello stream di dati ottenuto grazie all’ascolto del Web e dei Social Media, è possibile sfruttare i big data e il machine learning per creare messaggi personalizzati, campagne di contextual, Direct response e activation marketing, oltre ad ottimizzare le attività di prevenzione delle crisi, adottando una prospettiva incentrata sul cliente.

Il nostro approccio al Crisis Management Online si basa su algoritmi di machine-learning capaci di:

  • Classificare in tempo reale argomenti ed eventi legati ad una specifica conversazione

  • Identificare argomenti ed eventi critici nel corso del tempo

  • Definire il livello di rischio (modello del Triage: very high, high, medium, low) con una comparazione temporale abilitata da reti neurali

  • Predire la potenziale evoluzione del rischio

  • Suggerire la risposta migliore sulla base di eventi simili passati.

"The only thing that makes sense to do is striving for greater collective enlightenment, for an unstoppable explosion of intelligence.” (Elon Musk)

Tendenza #10 A livello di SEO sarà l'anno della Voice Search?

I principali trend che influenzeranno l'evoluzione della SEO nel 2018 sono legati ai contenuti vocali e ai dispositivi e-Voice-Powered, che ottimizzeranno non solo l'esperienza dei consumatori, ma anche il ranking dei siti.

Su quali aspetti delle tue campagne digital impatterà? Investimenti in adwors, creazione dei contenuti, UX

Nel 2017 passare al protocollo https è stato importante per molte ragioni, ma per SEO non ha offerto il "boost di ranking" promesso (e sperato). Google non ha (ancora) iniziato a contrassegnare i siti web come "non sicuri" nei risultati di ricerca come alcuni temevano avrebbe fatto.

Penso che nel 2018 sarà molto interessante vedere gli effetti del rilascio del Mobile First Index da parte di Google soprattutto nell'industria dello shopping online; dal momento che tutti i siti si sono preparati per mesi. Sono curiosa di vedere come la Voice Search (ricerca vocale) si svilupperà dato che questa ipotesi si è consolidata già nel 2017 e offrirà sicuramente molte opportunità. A parte questo sono sempre molto curiosa di seguire l'evoluzione di RankBrain e vedere come questo cambierà i risultati di ricerca nei prossimi mesi.


In generale, nel 2018 le aziende dovrebbero cercare di trovare i giusti contenuti e i giusti strumenti per riuscire a raggiungere il loro target di riferimento. Certo è che la tecnologia e il contesto in cui operano metteranno a loro disposizione tutto il necessario per riuscire a creare campagne impattanti ed efficaci. E voi su quanle trend punterete?