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Tendenze di Consumo in Italia

Scritto da Talkwalker (IT) | marzo 1, 2021

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Tendenze che sconfinano

Lo sappiamo, non ne puoi più di sentir parlare di confinamenti e virus. Ma è innegabile lo stretto rapporto tra la situazione pandemica e la rivoluzione subita dalle abitudini di acquisto degli italiani. Dell’impatto della nuova normalità sul business ne parlato in maniera estensiva in tutti i nostri Rapporti di Settore più recenti: dalla finanza all’industria farmaceutica, passando per l’e-commerce. In questo articolo ci limiteremo a riportare i brand associati con la query “lockdown” in Italia nel primo quarto del 2021.

Una Theme Cloud relativa al termine “lockdown”, generata con Quick Search; mostra i brand associati alla query.

In base agli insight provenienti da questa semplice e rapida indagine, abbiamo individuato cinque settori principali che stanno attraversando un momentum particolare dovuto a tendenze emergenti particolarmente innovative. Come conferma questo articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore, analogamente al mercato globale il settore automobilistico italiano vive un momento poco felice, laddove tecnologia, ec-commerce ed intrattenimento stanno conoscendo un vero e proprio boom. Come vedremo in seguito la digitalizzazione, la tecnologia, la logistica e la green economy giocano un ruolo chiave nel delineare le prossime tendenze che guideranno la ripresa del business tra i vari settori. 

 

Settore automobilistico: celebrazioni a ridotte emissioni

Il settore automobilistico è uno dei più afflitti dalla crisi, nel febbraio 2021 le immatricolazioni hanno visto un calo del 12,3%. La brand reputation dei principali marchi nel settore non sembra aver risentito della crisi, poiché le conversazioni attorno questi sono numerose e dal sentiment generalmente positivo.

Questa Conversation Cluster generata attorno a temi relativi ai brand principali mostra i collegamenti tra loro ed i topic associati.

Un evento positivo negli ultimi giorni nel settore automobilistico italiano è il centesimo anniversario della nascita di Gianni Agnelli, fondatore di Fiat. L’evento ha generato abbastanza rumore nelle conversazioni online tramite l’hashtag #GianniAgnelli.

 

Il trend online ha favorito un momentum positivo per il sentiment del brand, come si nota nel grafico in basso; il picco del sentiment positivo (in verde) e l’appiattimento di quello negativo (in rosso) sono in corrispondenza dell’anniversario del 12 marzo.

Grafico relativo al sentiment di Fiat e Gianni Agnelli, generato con Analytics.

Un altro motivo per guardare positivamente al mercato automobilistico è quello degli eco incentivi. Cavalcando la tendenza della green economy, il governo italiano ha messo in piedi una proposta di eco bonus per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni. Utilizzando la Quick Search si può evincere facilmente quali siano i brand associati in Italia a questa iniziativa.

Sembra che i brand italiani facciano fatica a stare al passo con la concorrenza nel coinvolgere gli utenti online nelle conversazioni riguardo la green economy e gli eco incentivi. Un’occasione persa che presenta però una nuova opportunità di crescita ed investimento di sforzi di marketing e comunicazione.

In breve, se operi nel settore assicurati di tenere sott’occhio gli eventi e le ricorrenze di cui parla il tuo pubblico, al fine di cavalcarle ed aumentare l’engagement. Non dimenticare inoltre che il  pubblico ha sempre più a cuore temi ambientali e sociali, e vuole essere ascoltato. Attiva le tue risorse per captare le conversazioni e far tue le battaglie portate avanti dai tuoi potenziali clienti.

 

La tecnologia si da ai meme

In netta controtendenza rispetto alla gran parte dei settori, il mercato della tecnologia è cresciuto  negli scorsi mesi. Il 2020 ha visto un tasso di crescita del 5,5% , con l’IT Office ed il settore degli elettrodomestici che guidano la crescita con rispettivamente il 32% ed il 15%. E’ inoltre degno di nota come il canale di vendita online da solo abbia rappresentato il 24,4% delle vendite. 

Il settore della vendita al dettaglio sperimenta modi creativi per avvicinare il bacino di utenza giovanile, sempre più avvezzo agli acquisti online. In questo senso è interessante analizzare l’approccio di Unieuro alla comunicazione sui social media, che non lesina il ricordo ad ironia e meme allo scopo di migliorare l’engagement e lo share of voice.

 

“Capo, ma a chi lo dobbiamo vendere ‘sto telefono?” “A tutti.” “Say no more.”

Posted by Unieuro on Wednesday, 3 March 2021

Riconosci il meme dell’anziano signore ungherese? E’ un classico imprescindibile.

Il team di marketing di Unieuro è riuscito nel proprio intento, generando in marzo un engagement di oltre 2.5 K, con un sentiment positivo che raddoppia quello negativo. Come possiamo vedere dal grafico in basso, l’utenza coinvolta è per lo più giovanile.

Migliorare l’engagement del bacino di utenza giovanile? E’ possibile grazie ai meme.

Le emoji associate dall’utenza dei social media ad Unieuro sono ilari e positive, in linea con la loro comunicazione.

Nel nostro Rapporto sui Social Media Trends 2021, che abbiamo lanciato nell’ottobre 2020, abbiamo previsto che quello dei meme sarebbe stata una delle tendenze principali quest’anno. Il mercato della tecnologia si presta benissimo a questo stratagemma comunicativo. Dai un’occhiata al report per ulteriori insight. 

Tieni bene a mente il tuo buyer persona ideale, dividi il tuo pubblico per segmenti e cerca di capire di cosa parla e cosa genera engagement. E’ bene attivarsi in pratiche di ascolto omnicanale, pur tenendo presente che quello dei social media è ancora l’ambiente di conversazione principale.

 E-commerce...lo stai facendo bene

Il settore E-commerce sta sprofondando in una spirale negativa che ne determinerà l’estinzione prima della fine di questo 2021. Vabbè, ci abbiamo provato a non essere banali. 

Abbiamo lanciato un Rapporto di Settore dedicato sullo stato dell’e-commerce, dove sul piano globale abbiamo fornito dati impressionanti che ne dimostrano la penetrazione tra il pubblico, mai così profonda come negli ultimi mesi. Il lockdown ha portato l’e-commerce a crescere in Italia per un valore di oltre 30 miliardi, con un aumento degli acquisti di ben il 31%.

Sono numeri impressionanti, e infatti tutti ora vogliono farne parte, aprendo la propria vetrina principale sul marketplace di giganti come Amazon, Shopify, Etsy ed Ebay.  E infatti fioccano tutorial su Youtube, su canali italiani come quello del popolare Marco Montemagno.

 

 

Cosa possono fare i piccoli commercianti per cavalcare l’onda anziché venirne travolti? Il modo sbagliato è “boicotta Amazon”; laddove quello giusto è coalizzarsi (per area geografica o settore) per sviluppare una vetrina che possa essere alternativa a quella delle piattaforma più blasonate.

E’ il caso di Bookdealer. Nata dall’idea di un gruppo di giovani che ha captato l’aumento della domanda di libri durante il lockdown, la piattaforma riunisce librerie e presidi culturali italiani in una vetrina facilmente accessibile, allo scopo di supportare i librai che si sono trovati tra l’incudine (il confinamento) ed il martello (Amazon).

Analizzando le conversazioni online attorno a Bookdealer scopriamo che ha un sentiment positivo del 27% laddove quello negativo è meno dell’1%. La comunicazione ha inoltre contato su due hashtag che sono diventati virali, contraddistinguendo il progetto: #LibridaAsporto e #Spiegone.

E’ interessante notare come il canale di conversazione principale attorno alla piattaforma sia quello dei blog, valicando la percentuale di conversazioni su Twitter; il pubblico di lettori ha molta familiarità con questo tipo di media, che permette inoltre maggiore espressività riguardo le discussioni sul medium dei libri.

E qui è bene ribadire che per attivare la voce del consumatore il monitoraggio dei soli social media non è più sufficiente, sebbene questo rimanga il canale principale. E’ importante monitorare la voce dei tuoi clienti effettivi e potenziali su tutti i canali: social, blog, siti di notizie, forum, e persino fonti offline come le trascrizioni dei call center. 

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Settore alimentare: quando si mangia si parla

Il settore alimentare è uno dei più grandi in Italia per fatturato, secondo solo all'industria meccanica. L’industria del cibo equivale a 132 miliardi di euro l’anno, per un valore dell’11,3% del PIL italiano. Tuttavia persino questa industria apparentemente granitica ha subito le conseguenze della crisi pandemica, la cui crescita ha subito una contrazione del 5% nel 2020, secondo il Food Industry Monitor; lo stesso ente prevede di converso una crescita del 7,7% del settore, dovuto tuttavia all’aumento dell’export. Poco sorprendentemente, si tratta di uno dei risvolti positivi della digitalizzazione delle imprese, accelerata dalla situazione pandemica. 

A chi non verrebbe voglia di esportate come non ci fosse un domani, guardando una mappa così? Quick Search fornisce una vista rapida sui volumi di conversazioni correlati al settore negli ultimi 30 giorni.

Di conseguenza la tendenza da cavalcare per le aziende operanti nel settore alimentare è quella dell’export e del digitale. Per avere un’idea della popolarità del cibo italiano nel mondo e delle conversazioni correlate alle ricette principali, diamo un’occhiata al grafico creato con Conversation Clusters

Analytics permette di identificare gli influencer in voga ed i post con alto engagement per determinati argomenti. Ad esempio in base al volume di conversazioni riportato sopra potresti identificare il mercato statunitense come uno dei tuoi target per esportare il tuo prodotto. Una ricerca rapida nella regione suggerisce Amber Scholl come una influencer interessante per una potenziale partnership.

 

 

Conversation Clusters mostra il forte legame tra il cibo ed i legami familiari in Italia. Se guardi bene potresti persino individuare termini di impegno sociale. Tienilo in considerazione per promuovere la tua prossima prelibatezza!

Come gran parte dei settori più forti nel paese, quello alimentare ha una naturale vocazione all’export. Per monitorare le conversazioni sul piano globale Talkwalker ti permette di creare dashboard ad hoc che ti permettono di tenere sott’occhio le ultime tendenze nei vari paesi, e capire quale regione offre opportunità maggiori in quel momento.

 

Moda e lusso; il bad romance di Gucci

L’industria della moda genera un fatturato di oltre 80 miliardi di euro, ed occupa oltre 500mila persone. Il settore ha conosciuto una crescita costante dal 2007 ad oggi. Una peculiarità dell’industria della moda italiana sta nelle piccole dimensioni delle imprese, che gli permette di essere più dinamiche, flessibili e specializzate. Secondo questo rapporto di assets l’Italia esporta  nel mondo il 60% della subfornitura dell’alta moda, e rappresenta il 77,8% delle esportazioni europee in questo segmento. 

L’industria ha ovviamente subito un forte contraccolpo a causa della situazione di confinamento, con l’e-commerce che ha giocato un forte ruolo di resistenza. In questo contesto la piattaforma di e-commerce yoox è diventato uno dei brand più riconoscibili nell’ambito dello shopping online di lusso.

Poniamo il caso che voglia portare il tuo business di moda online, e sia interessato a sondare le potenzialità di yoox. Ci sono tantissime metriche da tenere in considerazione, ma da dove si potrebbe partire? Una ricerca rapida in Quick Search permette di identificare al volo le celebrità associate alle principali piattaforme di e-commerce nella moda di lusso nelle conversazioni online.

Un bel gruppo di persone che, mentre scriviamo questo articolo, immaginiamo vestite impeccabilmente. Notare come Yoox (in fucsia) domini la competizione in questa metrica.

Una chicca di questo inizio 2021 è il caso House of Gucci, il nuovo film di Ridley Scott basato sul libro di Sara Gay Forden. Lady Gaga interpreterà nel film Patrizia Reggiani, affiancando Adam Driver nel ruolo di Maurizio Gucci.  Le riprese sono cominciate nel marzo 2021, l’arrivo degli attori sul set in Italia ha generato molto rumore.

Incuriositi da questo fatto, abbiamo indagato sulle conversazioni circa l’artista ed il brand Gucci, ed abbiamo notato un aumento congiunto nel volume di conversazione circa i due temi.

In viola le conversazioni su Lady Gaga, in fucsia quelle sul brand Gucci. Notare il picco in concomitanza con l’annuncio sui social dell’inizio delle riprese del film.

Con Conversation Clusters abbiamo invece visto gli argomenti correlati a quelli di Gucci, House of Gucci e Lady Gaga all’interno delle stesse conversazioni.

Tieni d’occhio influencer potenziali che si dimostrano i più adatti a diffondere i tuoi prodotti e servizi. Analizzando l’engagement dei post potrai stilare una classifica di potenziali collaborazioni o approfittare di un momento di notorietà dovuto a contenuto virali. La tendenza principale tra i grandi marchi del settore della moda è la omnicanalità sul piano dell’e-commerce, al fine di supplire al mancato supporto del retail. L’attivazione della voce del cliente e la combinazione dei dati che derivano da questa permette di individuare in anticipo le tendenze di consumo e di regolare la propria strategia di conseguenza.

 

Ma il cielo è sempre più... verde

Il momentum è verde in Italia. Pur non essendo un vero e proprio settore, la green economy si sta inserendo nelle industrie principali, apportando nuovi criteri di produzione e distribuzione compatibili con uno sviluppo sostenibile e la riduzione del rischio ambientale. 

L’interesse per l’evoluzione ecologica dell’economia italiana è palpabile; lo dimostra il lancio delle obbligazioni green nel mercato azionario del paese, che ha generato una domanda tale da diventare il debutto più grande di sempre in ambito europeo di questo tipo di obbligazioni.

Alcuni settori si stanno già adattando, adoperando i dovuti cambiamenti. Abbiamo già menzionato il rapporto tra il settore automobilistico e l’economia green, ma vale la pena menzionare l’attenzione verso il tema da parte del settore edilizio, come si legge in questo articolo de Il Sole 24 Ore. Anche Fincantieri è intenzionata a sviluppare un assetto industriale sostenibile.

Abbiamo quindi pensato di indagare con Quick Search quali sono i settori e le professioni in cui le persone parlano di più circa il tema della green economy.

Tra gli interessi associati al tema gli ambiti legale e scientifico si piazzano ai primi posti, seguiti dalla famiglia, lettura e settore governativo. 

Le professioni che discutono di più del tema della green economy. Laddove alcune sono prevedibili (come quelle del politico e del giornalista), altre sono una piacevole sorpresa; gli imprenditori, consulenti ed avvocati stanno diventando sempre più green. 

 

In definitiva

Non importa il settore, ogni vertical è soggetto ai cambiamenti repentini delle abitudini di acquisto del pubblico, dovuti a tendenze più o meno imprevedibili. Per monitorare la situazione è raccomandabile fare affidamento su un tool che ti permette di ascoltare la voce dei consumatori su tutti i canali e trasformali agevolmente in insight attuabili da integrare nella tua strategia. Blog, piattaforme di recensioni, social media, siti di news: ogni media è un luogo in cui il tuo pubblico si esprime e vuole essere ascoltato. Richiedi una demo gratuita della piattaforma di Talkwalker, l’unico tool di Conversational Intelligence che ti permette di ascoltare l’utenza a 360 gradi.